Le officine grandi riparazioni

Il sorgere delle officine ferroviarie è strettamente connesso allo sviluppo della rete ferroviaria, per tale ragione la nascita dei relativi esempi di edilizia segue lo stesso sviluppo geografico delle strade ferrate: prima in Inghilterra e , successivamente in Belgio, Francia, Germania ed Italia. Tali strutture sorsero fuori dalle mura delle città, vicino ai centri urbani, dove era più facile approvvigionarsi di materie prime necessarie alla lavorazione, e in corrispondenza dei nodi ferroviari.
Osservando le Officine nate alla fine del secolo scorso, si nota la diversa planimetria che le caratterizza in dipendenza agli schemi funzionali e distributivi secondo i quali si era organizzato il lavoro. A Torino, Malines, Hellemmes e Louvain i capannoni sono disposti come unità indipendenti, situate in un unico comprensorio; nel caso delle officine di Posen si ha la concentrazione di tutti i reparti in un unico edificio.
Si possono inoltre trovare esempi di officine con planimetria a pettine, nelle quali si conserva l'indipendenza dei reparti pur rimanendo all'interno dello stesso. Nel caso di Marburg e Parigi si ha una disposizione a griglia, che però rileva problemi di illuminazione. La disposizione dei reparti è comune nella maggior parte delle tipologie. In tutte il reparto montaggio e quello di riparazione delle locomotive sono situati sul lato opposto ai reparti destinati alla riparazione delle vetture. Tra questi due blocchi sono usualmente collocati i servizi comuni come le fucine, la torneria ed il reparto ruote.
Il valore architettonico delle realizzazioni di queste officine (risalenti alla fine del XIX secolo) è oggi dimostrato dal numero crescente di costruzioni sottoposte a vincoli di tutela e oggetto di interventi di recupero.